DALLA TOUR EIFFEL
SI VEDE
LA MODENA DI CHIARLI
Parigi, capitale chic di un Paese nel quale bere bene è da sempre una religione,
conserva un legame insospettato dagli innumerevoli improvvisati guru snob del vino. Un
vincolo che la unisce ad unaltra capitale, seppur in scala ridotta, del passato,
Modena. Così non è raro trovarsi seduti in rinomati "restaurant" e vedersi
servire come aperitivo un buon Lambrusco di Sorbara di Chiarli. Il fatto non stupisce il
vero intenditore che sa quanta cura e severità obbligano il "maitre" francese a
selezionare le proposte alla propria clientela. Del resto il legame con la città
transalpina è talmente solido che già nel lontano 1900 proprio in occasione
dellinnalzamento della famosa Tour Eiffel nella cornice dellExpo
Internazionale, la Chiarli si vedeva riconoscere il
prestigioso premio della giuria, attestato dal diploma, rilasciato proprio
nelloccasione e tuttora gelosamente conservato. La Cantina Chiarli veniva quindi
incoronata proprio nel tempio mondiale del vino, dopo un già lungo cammino che
laveva vista protagonista fin dai primi passi della nascente nazione Italiana,
allora quando i coniugi Chiarli, nel 1860, compresero che dalla trattoria con mescita
"lArtigliere", posta nel cuore di Modena, della quale erano apprezzati
gestori, nasceva dagli stessi avventori la richiesta sempre più pressante di avere
"quel Lambrusco straordinario" che già allora collegava indissolubilmente
Modena e i Chiarli. Il legame oggi si arricchisce della crescita dellazienda,
divenuta una realtà importante per dimensioni e organizzazione, grazie anche a una
capacità distributiva ben articolata sia sul territorio nazionale che su quello estero e
con una spiccata propensione alla qualità e alla penetrazione diffusionale, per poter
garantire laccesso dei propri vini ad un sempre più vasto pubblico. Crescita
costante che è andata di pari passo con laffermarsi dellestro e
intraprendenza tipiche modenesi, così come lesempio della Ferrari suggerisce.
Anselmo
Chiarli, attuale contitolare, con passione e competenza, dirige lazienda e difende
quei valori, che mai come per il Lambrusco sono determinanti: la tipicità, la buona
qualità, lesatto equilibrio tra il terreno, i vitigni, luomo e il
consumatore. Valori che hanno ricevuto anche recentemente preziosi riconoscimenti
attraverso laffermarsi di ben tre etichette nel concorso annuale dei vini frizzanti
del "Ghirlandina doro e Matilde di Canossa" organizzato dalle Camere di
Commercio di Modena e Reggio Emilia. La Chiarli oggi, attraverso il privilegiato legame
col territorio, produce Lambruschi di grande personalità, molto curati, adatti ad
ogni esigenza di un bere accostato ad una cucina moderna che necessita, ora come non mai,
di quelle caratteristiche proprie del Lambrusco. Leggerezza, armonica acidità, profumi
freschi e fruttati, colore rosso rubino dalle gradazioni in sequenza. La grande riscoperta
del piacere di un Lambrusco unico, imperdibile, può partire proprio dalla conoscenza di
quello, così amato perché legato alla tradizione, proposto dalla Cantina Chiarli. |